Rubrica IEEE-News

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Rivista Computer IEEE, ottobre 2007
(Institute of Electrical and Electronical Engineering)

Sezione Elettronica

L'ascesa delle macchine
Philip E. Ross
Computer che giocano a scacchi stanno battendo grandi maestri con sempre maggiore facilità, e cosa più mortificante per l'uomo, lo fanno anche con stile.

8 Agosto 2005-Sembra che la bilancia stia alla fine ribaltandosi nella decennale sfida fra computer scacchisti e gran maestri di scacchi. E in un campo dove i grandi maestri hanno sempre reclamato il loro vantaggio, cioè un gioco interessante e bello da vedere, il divario fra uomo e macchina sembra svanire. Il gioco meccanico, un tempo stigmatizzato come bizzarro, se non addirittura incomprensibile, sempre assomiglia al gioco di un uomo e di un uomo elegante. Il cambio dell'onda è cominciato l'ultimo ottobre a Bilbao, in Spagna, quando una macchina dedicata chiamata Hydra e un programma in vendita, Fritz, che girava su un laptop computer si fece una spremuta di gran maestri di scacchi. Hydra e Fritz ottennero ciascuno 3 punti e mezzo su 4. Poi, in giugno, in un match sul Web da Londra, Hydra umiliò l'Inglese Mickey Adams, al settimo posto nella graduatoria mondiale col punteggio di 5,5 su 6. La stessa settimana, una versione di Fritz, scaricabile liberamente dalla barra Accoona (dispositivo di ricerca nell'hard disk) disputò un'esibizione di un gioco contro il campione Uzbeco, Rustam Kasimdzhanov.
Cosa insegna l'ascesa delle macchine ? Prima di tutto i migliori scacchisti non sono più all'altezza di una star come Garry Kasparov, l'uomo che ottenne il più alto punteggio nella storia degli scacchi. Kasparov si è da poco ritirato dai giochi professionistici, per dedicarsi a scalzare Vladimir Putin dalla Presidenza della Russia. Secondo, le macchine stanno diventando sempre più "intelligenti". I loro programmatori stanno imparando a controbattere le strategie anti-computer usate dagli uomini. Queste generalmente consistono nel chiudere le posizioni libere per il computer con i pedoni. In questo modo i pezzi perdono la loro mobilità e le macchine non dispiegare la loro straordinaria potenza di calcolo.
Kasimdzhanov tentò proprio questa strategia nel suo combattimento contro la versione Accoona di Fritz. Ma per tramutare il suo vantaggio strategico in una vittoria, dovette ad un certo punto scoprirsi permettendo una maggiore libertà di manovra al suo avversario. Sembra che lo abbia fatto troppo presto. Alla ventunesima mossa, il gran Maestro Lev O. Alburt, che stava guardando tra il pubblico, esclamò che la probabilità di vittoria di Kasimdzhanov era dell'80% se avesse giocato contro un altro Gran Maestro. Due mosse dopo, Alburt se ne uscì dicendo che non sarebbe bastata l'intera vita di un uomo per vincere. Diciassette mosse più avanti e con un tempo a disposizione di soli 3 minuti contro i 35 del computer, Kasimdzhanov offrì più volte la ripetizione della mossae il computer, forse non programmato per sfruttare il suo vantaggio temporale, accettò la ritirata del campione.

Come l'Europa perse la guerra del transistor
Michael Riordan
La più importante scoperta del ventesimo secolo fu scoperta due volte.

Nel 1948, appena dopo l'annuncio da parte dei famosi Laboratori della Bell Telephone dell'invenzione del transistor, sorprendenti rapporti iniziarono a giungere dall'Europa: due fisici del progetto Radar tedesco, Herbert Mataré e Heinrich Welker reclamavano di aver già inventato un dispositivo a semiconduttori identico che avevano chiamato "transitron" mentre lavoravano alla succursale di Parigi della Westinghouse.
La somiglianza fra i due stupefacenti oggetti era sorprendente. Di fatto erano identici: proprio il rivoluzionario transistor a doppio punto di contatto sulla superficie di germanio. Le novità arrivate da Parigi stavano creando lo scompiglio ai Bell Lab proprio mentre tentando la commercializzazione della loro invenzione erano inciampati in difficoltà serie per problemi di stabilità, rumore e uniformità.
Così nel maggio del 1949 il ricercatore dei laboratori Bell, Alan Holden, fece una scappata a Parigi durante il suo viaggio in Inghilterra per annusare attorno e cercare di vedere coi propri occhi l'invenzione. Egli confidò in una lettera a William B. Shockley (il famoso inventore del diodo che porta il suo nome [ndr]), il quale dirigeva il gruppo di ricerca sulla Fisica dello Stato Solido, che un'invenzione parigina indipendente del transistor sarebbe stata un affare difficile da digerire per gli Americani. Quando arrivò a Parigi sentì una radiolina portatile che riceveva all'aperto da un trasmettitore in una casa.
Quattro giorni dopo il Ministro francese delle Poste, Telegrafi e Telefoni (PTT) che finanziava le ricerche di Mataré e Welker, dava alla stampa l'annuncio ufficiale dell'invenzione francese dei transistron presentandola come una grande conquista della ricerca francese: "Solo dopo 4 anni dalla fine della seconda guerra mondiale una mirabolante Araba Fenice è sorta dalle macerie e dalla devastazione!"
"Questo gruppo delle PTT francesi sembra davvero buono - confidò candidamente Holden in una lettera - hanno piccoli gruppi che lavorano in buchi da topo, casette da fattoria degli animali o da prigione di periferia. E uno di questi gruppi di ricerca piccoli ed aggressivi, rintanato in una casupola riattata nei pressi del villaggio di Aulnay-sous-Bois ha fatto la scoperta del Secolo" .
Come era successo per i laboratori Bell, fondati da John Bardeen e Walter H. Brattain, nel dicembre del 1947, la tecnologia dei transistor era un frutto della ricerca militare sui materiali semiconduttori necessari per la costruzione dei radar, nel caso europeo, si trattava del progetto Radar tedesco. Durante gli anni '20 fu costruita la radio a cristallo di galena in grado di ascoltare musica classica. Questi dispositivi a punta di contatto, poi costruiti sul silicio, erano usati in circuiti supereterodina per ricevitori radar che ottenevano la frequenza di sintonizzazione mixando il segnale ricevuto con quello di un oscillatore locale.
Il lavoro teorico di W. Schottky alla Siemens di Monaco di Baviera e di Nevill Mott all'università di Bristol erano stati la premessa. Allo scoppio della seconda guerra mondiale i ricercatori tedeschi chiesero aiuto alla Luftwaffe per lavorare su onde più corte di 50 cm (micro-onde): questi sistemi erano in grado, se montati sugli aerei, di rilevare la presenza nemica anche con le nuvole e la nebbia. Ma i militari tedeschi, inebriati dalle prime vittorie sul campo, li ignorarono. Tutto cambiò dopo il febbraio 1943 quando un bombardiere Sterling inglese penetrò fino a Rotterdam mostrando l'enorme vulnerabilità tedesca. Goering allora ordinò un'analisi accurata del sistema radar tedesco.
Mataré, rammentando queste vicende, intensificò i suoi studi ma il bombardamento di Berlino in pratica distrusse i laboratori della Telefunken. Dopo essersi spostato a Breslau (ora in Polonia) nella sua tesi di dottorato, Mataré riuscì a mostrare come ridurre il rumore nell'oscillatore del radar e inoltre presentò la rivoluzionaria idea di due giunzione affiancate a punta di contatto al silicio.
Il fronte Orientale tedesco cadde nel gennaio del '45 e i Russi arrivarono a Breslavia. I laborati Telefunken vennero abbandonati e così il transistor è oggi un'invenzione americana.

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