Rubrica ICT-News

<-back

Rivista Communications ACM, ICT News , novembre 2009
(Association for Computing Machinery)

5,8 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo per l'elettronica entro il 2013
V3.co.uk (5/10/2009)

Il settore elettronico ed informatico creerà 5,8 milioni di nuovi posti di lavoro in 75000 nuove aziende entro 4 anni, secondo uno studio IDC per Microsoft. Questo nelle 52 nazioni leader, Italia compresa, che spenderanno 1000 miliardi euro: una buona notizia per chi cerca lavoro e per le famiglie che cercano di orientarsi sugli studi dei giovani. Come è noto, molti altri settori hanno sovrapproduzioni e dovranno invece chiudere e licenziare: auto, chimica, ecc.
Ad esempio in Gran Bretagna il governo vede l'innovazione tecnologica come chiave per la rinascita e punta a sostenere le aziende nei campi del digitale e dell'automazione flessibile: entro il 2013 ci saranno 2500 nuove fabbriche e 78200 nuovi posti di lavoro. IDC rivela che le compagnie saranno piccole, di proprietà locale e offriranno impieghi altamente qualificati.

Il Nobel per la Fisica all'elettronica ottica
Technology Review (6/10/2009), Katherine Bourzac

L'elettronica delle moderne telecomunicazioni in fibra ottica e quella delle immagini digitali hanno avuto il premio Nobel per la Fisica nel 2009. Charles K. Kao ha vinto il Nobel per le fibre ottiche: a metà degli anni '60 studiò il modo di convogliare fasci di luce in cavi, combinando transistor e laser, permettendo comunicazioni efficienti lungo tutto il pianeta.
Willard S. Boyle e George E. Smith lo hanno ricevuto per le ricerche sugli integrati CCD, cioè charge coupled device (dispositive ad accoppiamento di carica) nel 1969 ai laboratori Bell. I sensori delle fotocamere e videocamere digitali, oggi diffusissime, hanno chip CCD al silicio (oppure CMOS). Si è trattato di una vera rivoluzione rispetto all'uso delle pellicole fotografiche. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: ottime fotografie e DVD autoprodotti per tutti, e molti fotografi che hanno chiuso bottega.

Ole Mengshoel della Carnegie Mellon University si aggiudica un finanziamento di 400000 euro per ricerche informatiche innovative
Carnegie Mellon News (30/9/2009), Chriss Swaney

Ole Mengshoel dell'università statunitense Carnegie Mellon ha ricevuto dalla National Science Foundation un finanziamento di 400000 euro equivalenti per ricerche sul trattamento delle informazioni al computer. In particolare Mengshoel sta studiando algoritmi di data mining (estrazione di dati) per lo studio delle grandi reti di distribuzione come quella dell'energia elettrica negli Stati Uniti. Vengono anche integrate tecniche di Intelligenza Artificiale come l'apprendimento meccanico. Sostiene il ricercatore: "Le grandi reti devono diventare più robuste, efficienti ed economiche. Al crescere della popolazione e dei consumi, sono necessarie nuove forme di energia rinnovabile come la solare e l'eolica, ma, soprattutto, un uso più razionale ed efficace dell'energia che può essere realizzato anche con l'uso di algoritmi più intelligenti."

Per uscire dalla crisi servono più matematica, più scienze, più tecnologie, più lingue straniere
Chronicle of Higher Education (27/10/2009), Libby Nelson

Un recente rapporto dell'American Association of State Colleges and Universities raccomanda la priorità di Matematica, Scienze e Tecnologia nella Scuola media Superiore e nell'Università, per garantire agli Stati Uniti la superiorità. Ricordiamo che quando gli USA furono superati dai Russi nelle imprese spaziali con lo Sputnik, lanciarono un grande e costoso piano di rilancio della scuola. E l'Italia ? L'Italia, come si sa, è agli ultimi posti nel mondo con una spesa dell' 1% del PIL per la ricerca: ma, per fortuna (sic!), la vuole tagliare ulteriormente (si pensa anche ai dialetti…).
Tornando agli USA, si è notato che i giovani hanno meno diplomi e lauree in Matematica e Scienze dei genitori. Si lamenta anche la minor presenza di studenti stranieri e si invita a favorire lo studio di più lingue straniere.

Pensare e programmare in parallelo

I ricercatori del laboratorio di Intelligenza Artificiale MIT stanno studiando nuovi paradigmi di programmazione per sfruttare al meglio i nuovi processori multicore, cioè con più cpu integrate, ormai largamente disponibili in commercio e nei computer. Il professor Saman Amarasinghe ammonisce: "Non basta scrivere programmi paralleli per lavorare più velocemente. I computer devono saper determinare automaticamente quali porzioni di codice vanno eseguite in parallelo".
Il gruppo di ricerca del professore e dei suoi studenti sta mettendo a punto un sistema automatico per ottimizzare il parallelismo e garantire la massima efficienza. Ricordiamo che già alcuni anni fa erano stati introdotti linguaggi per la programmazione parallela che abbiamo provato anche all'Omar: il Multi Pascal, il Multi Prolog, ecc.

 

< back           ^ top