Rubrica ICT-News

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Rivista Communications ACM, ICT News , settembre 2007
(Association for Computing Machinery)

Le password di protezione delle reti Wireless non sono sufficienti
Università del Maryland (22/8/2007), Missy Corley e Rebecca Copeland
Le password di protezione delle reti wireless non forniscono sempre una sicurezza sufficiente per le reti domestiche e non sono assolutamente sufficienti per le reti di grandi organizzazioni, secondo un rapporto della scuola di ingegneria James Clark presso l'università del Maryland. Gli utenti di tali reti che quotidianamente cercano l'accesso a ogni rete disponibile creano un rischio significativo per la sicurezza perché questi "clandestini" della rete la possono esporre, insieme con tutti i computer collegati, a una serie di falle. Il problema diventa ancora maggiore quando qualche utente autorizzato aggiunge un segnale non previsto per incrementare la potenza, perché gli access point sono particolarmente vulnerabili e sono spesso completamente senza protezioni. Frequentemente gli impiegati costruiscono proprie reti wireless allacciate alla rete ufficiale per aumentare le prestazioni nell'ufficio, creando così un accesso non gestito. Afferma il professor Michel Cukier della'U.M. "Se queste connessioni secondarie non sono sicure, aprono l'intera rete ai guai". Connessioni insicure sono un aperto invito agli hacker in cerca di computer vulnerabili. Egli suggerisce agli amministratori di rete di limitare la copertura del segnale e di disabilitare il servizio di identificazione broadcast in modo che la rete non possa essere rilevata fuori dell'ufficio o della casa dove è installata. Inoltre Cukier suggerisce di usare la criptatura WEP (Wired Equivalent Privacy) o WPA (WI-FI Protected Access) e di cambiare con regolarità le chiavi di criptatura.

Un professore cerca di replicare le configurazioni cerebrali
News Gazete (26/8/07), Greg Kline
Il professor Todd Coleman dell'università dell'Illinois sta lavorando alla comprensione alla costruzione di modelli matematici dell'informazione dinamica dei sensori di attività cerebrale. Coleman confida sul fatto che modelli matematici dell'attività cerebrale potranno un giorno essere testati e anche replicati in sistemi come i computer e altri dispositivi progettati per operare in modo simile. Coleman afferma "Ciò è interessante non solo per la scienza pura ma ha anche applicazioni pratiche". La sua ricerca potrebbe anche portare a prodotti guidati direttamente dal cervello quali video game o protesi per disabili. Per esaminare come il cervello funziona nelle varie situazioni, Coleman usa l'elettroencefalogramma ( EEG) per catturare i segnali elettrici di volontari mentre svolgono compiti di elaborazione tipici dei computer. Coleman continua dicendo che scoprire le modalità operative del cervello è difficile anche per operazioni semplici e conosciute perché l'attività cerebrale è dinamica e la struttura del cervello e mutevole. I ricercatori possono perciò investigare sistemi individuali con un approccio riduzioni stico oppure cambiando variabili individuali per vedere che cosa succede e ottenere risultati univoci. Raccogliendo risultati individuali sufficienti, si può sviluppare un'immagine complessiva. L'interesse di Coleman nelle neuroscienze è iniziato nella scuola media superiore al MIT quando alcuni amici lo pressavano con la richiesta di applicare le sue conoscenze di telecomunicazioni alla bioscienza. In più rispetto a questo Coleman lavora allo sviluppo di tecniche per migliorare i metodi di telecomunicazione rendendoli sempre più semplici ed affidabili.

Come attrarre le ragazze verso l'Information Technology
IT Strategy Center (23/08/2007), Courtney Macavinta
Il presidente dell'istituto Anita Borg per Donne e Tecnologia, Telle Whitney, afferma che l'attenzione recente dei media sull'impiego di risorse esterne nell'Information Technology ha convinto molte donne e genitori di studentesse di scuola superiore che l'IT non ha un futuro solido, cosa che spiega in parte lo scarso interesse femminile rispetto ai maschi, nelle carriere informatiche. L' Information Technology Association of America riporta che il numero di donne nell'IT è diminuito del 20% dal 1996 al 2004 e la National Science Foundation rivela che le ragazze hanno ricevuto solo il 28% di diplomi in informatica negli USA nel 2003, in confronto col 38% del 1985. Whitney dice ancora "Se chiedete a persone di entrambi i sessi a chi assomigli un professionista informatico, la risposta è un uomo con occhiali e un portatile. Inoltre c'è la credenza che si spende tutto il tempo davanti a un computer e non si lavora mai a contatto con esseri umani: la realtà è molto diversa". Esperti affermano che pochi semplici cambiamenti potrebbero attrarre più donne nell'industria dell'IT. Primo: l'IT ha bisogno di un cambio di immagine. La gente deve sapere che i lavori in informatica comprendono ben più che programmare e che sono molto flessibili includendo rapporti coi clienti e contributi creativi.
Il cambiamento d'immagine è particolarmente importante per introdurre ragazze teenager nell'IT. Bisognerebbe incoraggiare gli staff di lavoro a parlare alla comunità del mestiere che realmente svolgono. Le ditte devono anche sottolineare la necessità per le mansioni di attitudini che solitamente le donne hanno in misura maggiore degli uomini, come ad esempio lavorare in gruppi. Si potrebbe poi inviare le donne che lavorano nell'informatica a conferenze come quelle organizzate dall'Istituto Anita Borg così che possano incontrare figure femminili di riferimento e apprendere di più sul lavoro dell'informatico.

La prossima dimensione del digitale
Paramus Post (28/8/2007), Jonathan Sidener
La conferenza SIGGRAPH dell'ACM è nota per la presentazione della tecnologia più avanzata nei media digitali, e quest'anno ha messo in evidenza alcune tecnologie che potrebbero rappresentare il futuro della televisione. Un'immagine olografica tridimensionale permetteva ai visitatori di aggirarsi attorno al display e vedere il video da ogni angolazione. Un'altra esposizione, chiamata jogger, permetteva alla gente di mettere le mani in un box vuoto e manipolare una pallina virtuale nella scatola facendo uso di una copia virtuale della propria mano. C'era poi un televisore a schermo piatto che dava visioni tridimensionali senza bisogno di occhiali speciali. La Texas Instruments metteva in mostra un altro televisore in 3D da vedere con occhiali alimentati a pile. La TI afferma che la tridimensionalità si può facilmente aggiungere ai sui TV ad alta definizione e si aspetta di vendere un milione di TV 3D-ready entro la fine del prossimo anno. Ricercatori dell'istituto per le tecnologie creative dell'università del Sud California, della Sony e dei laboratori Fakespace, i creatori di "Jogger", dichiarano che la loro tecnologia se l'hardware continua a costare sempre meno, sarà disponibile per uso domestico entro dieci anni. Il jogger, tecnicamente "un display interattivo a visione di 360 gradi", è realizzato usando un hardware di pubblica disponibilità opportunamente adattato, principalmente un proiettore digitale che manda 5000 quadri al secondo su uno specchio. In rapida rotazione. Il portavoce della conferenza SIGGRAPH dice che il problema non se è il futuro sarà in 3D o ologramma ma se ologrammi e immagini tridimensionali saranno guardati su un muro come su un TV attuale o in mezzo alla stanza con 360 gradi di visibilità.

Solo stereotipi allontanano le ragazze dalla matematica e dalle scienze
LiveScience (27/8/2007)
Una ricerca della National Science Foundation sul presenza dei due sessi negli studi delle scienze e di ingegneria ha scoperto che malgrado la precedenza comune che ragazze e ragazzi siano ugualmente interessati alle scienze e in matematica, gli studi danno risultati diversi e molti miti perdurano sul rapporto fra le scienze e le ragazze. Il primo è che già all'inizio della scuola le femmine sono meno interessate. Benché le statistiche dicano che il 66% delle ragazze e il 68% dei maschi amano le scienze, altri studi hanno rivelato che se si chiede di dare il modello di uno scienziato entrambi i sessi disegnano un uomo in camice da laboratorio. Quando viene immaginato un modello di scienziata è il più delle volte una donna arcigna e infelice. Lo stereotipo che vuole le scienziate isolate, austere e tristi è così presente che i ragazzi ad un certo punto diventano più interessati delle coetanee agli studi scientifici. Un'altra mitologia da sfatare è che i progetti per coinvolgere le ragazze nelle scienze allontanino i maschi. In realtà sono uno stimolo per entrambi i sessi. Infine una credenza infondata che il processo di avvicinamento fra maschi e femmine indebolisca gli studenti, specialmente in quelle materie "esatte" che allontanano maggiormente il sesso femminile. Non necessariamente perché in queste discipline diano cattivi risultati. Un insegnamento efficace e programmi "ponte" sono necessari per la preparazione scolastica di corsi difficili. Cambiare il curriculum spesso porta ad attrarre e trattenere meglio sia i ragazzi sia le ragazze.

Il laboratorio tecnologico: Vint Cerf
BBC News (24/8/2007), Vint Cerf
Internet è veramente giovane come fenomeno intellettuale ma la sua relativa giovinezza è ampiamente compensata dai suoi benefici e dalla sua utilità, secondo Vint Cerf , il creatore di Google. Egli afferma che la Rete sta diventando la più grande piattaforma comunicativa che l'umanità ha avuto. La popolazione online crescerà come Internet in tutti gli angoli del mondo e nella misura in cui una maggiore varietà di dispositivi e nuovi contenuti saranno disponibili. D'altra parte, una maggiore dipendenza dalla Rete richiede maggiori livelli di robustezza e sicurezza dei sistemi e Cerf ritiene che l'area più importante attualmente sia la protezione dagli attacchi DNS (Domain Name Server) e altre strutture vitali. Si aspetta che venga data priorità alla firma digitale registrata a livello regionale. Cerf ritiene pure necessario il passaggio all'indirizzamento IPv6 che sarà tutt'altro che indolore. Inoltre ribadisce l'importanza dei motori di ricerca mentre si manifesterà il problema della decadenza dell'informazione dovuta al fatto che i software che gestiscono i dati diventano presto obsoleti ed inutilizzabili. Con le nostre case, le automobili e gli uffici sempre online e reti di sensori sempre più sofisticati le persone cercheranno sempre più strumenti di gestione. E conclude dicendo che la diffusione di dispositivi mobili e miglioramenti nella capacità di accesso al Web accrescerà la possibilità di accesso alla conoscenza, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

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