Rubrica ICT-News

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Rivista Communications ACM, Technews, aprile 2006
(Association for Computing Machinery)

In una Corea del Sud connessa i robot si sentono a casa
New York Times (2/3/06), Norimitsu Onishi
Dopo aver portato con successo la connettività a larga banda al 72 percento delle case negli ultimi cinque anni rendendola la nazione più connessa nel mondo, la Corea del Sud sta ora mobilitando i suoi scienziati e leader d'affari per sviluppare robot che possono integrarsi nellasocietà umana, insegnare ai bambini a parlare Inglese o realizzare compiti di sicurezza pubblica. Il Ministero dell'Informazione e Comunicazione che ha già radunato un team di sviluppo di più di 30 compagnie e 1500 scienziati desidera realizzare un robot in ogni casa fra il 2015 e il 2020 se non prima. Sulla base della crisi finanziaria asiatica del 1997 la Corea del Sud ha stabilito che un futuro solido si regge su investimenti tecnologici estensivi e a tal fine telecomunicazioni libere e servizi Internet e ha investito in compagnie che portano connessioni lungo la Nazione. Grazie alla tecnologia sostenuta dal Governo i Sud Coreani hanno avuto la possibilità di vedere Tv libera sui loro telefonini da gennaio. E alla fine di marzo la Corea del Sud lancerà WiBro un servizio Internet nazionale wireless a 10 Mbps. All'incirca 17 milioni di Sud Coreani su una popolazione di 48 milioni appartengono a Cyworld un servizio Web dove gli utenti scambiano opinioni ed interagiscono attraverso raggruppamenti interconnessi di home page. La tecnologia ha trasformato la società della Corea del Sud più di ogni altra nazione perché l'ubiquità di Internet permette di diffondere le opinioni con la velocità della luce ed ha originato a movimenti sociali virtuali ampi anche se sollevando alcuni aspetti etici. La Corea del Sud sta diventando il terzo produttore mondiale di robot entro il 2013 avendo scelto di sviluppare robot di servizio che acquisiscono intelligenza attraverso la connessione ad una rete piuttosto che robot autonomi progettati per scopi militari o industriali.

Il meglio dei tempi nella Scienza e Tecnologia
Cnet (3/4/06), Stefanie Olsen
In una recente intervista, Curt Carlson CEO di SRI International ha manifestato il suo pensiero sul futuro di scienza e innovazione. Carlson ha detto che SRI, una compagnia autonoma e non profit sorta dall'università di Stanford nel 1970, sta conducendo una ricerca estensiva in bioinformatica usando la tecnologia dei computer per sviluppare nuovi farmaci. Una tecnologia di SRI per la chirurgia robotica che utilizza sonde per permettere al medico di lavorare all'interno della cavità toracica senza dover praticare una grande incisione o essere fisicamente presente durante l'operazione ha dato origine a Intuitive Surgical, ora una compagnia di 4 miliardi di dollari. La DARPA ha recentemente accordato a SRI e Intuitive Surgical un finanziamento per migliorare ulteriormente la tecnologia per renderla usabile sui campi di battaglia. Carlson crede nel "genio del team" quando giunge all'innovazione affermando che ognuno in un'organizzazione deve essere coinvolto nel processo creativo in un vero clima innovativo. La convergenza di scoperte differenti ha trasformato il modo in cui gli scienziati praticano il loro lavoro e ha aperto un'era di opportunità mai prima sperimentate nella scienza e tecnologia; Calson ha notato che dal 1950 il più grande aumento di produttività in un periodo di cinque anni si è verificato nell'ultimo quinquennio malgrado l'attacco dell'11 settembre e la guerra al terrorismo. Nell'informatica Carlson ha affermato che Internet ha bisogno ancora di diventare più veloce e sicura e che è necessaria un'architettura interamente nuova. Ha anche notato che gli USA non producono abbastanza scienziati dei computer e che i livelli di interesse in declino si devono ai media che riportano più sul declino industriale che sulle grandi opportunità disponibili oggi. Carlsono è convinto che la ricerca scientifica è in una buona fase ma che la chiave del successo è in un approccio collaborativo piuttosto che in modello fai da te della grande impresa. SRI è focalizzato ora nel mettere insieme team di esperti da differenti organizzazioni per muoversi rapidamente e in modo decentrato e considera il team building una delle discipline dell'innovazione.

Domini in linguaggio naturale nativo sfidano la Rete
Network World (27/3/06), Carolyn Duffy Marsan
Il ritardo di ICANN nell'implementazione dei nomi di dominio (IDNs) sfida le fondamenta della stessa Internet, affermano gli esperti. Benché ICANN quest'estate ha in progetto di far girare test per gli IDN, nazioni come la Cina, l'Egitto, l'Iran e l'Arabia Saudita si stanno muovendo con piani propri senza l'approvazione di ICANN. Queste ed altre nazioni che non usano il formato Romano non desiderano più aspettare ICANN per implementare suggerimenti fatti dall'IETF nel 2003 riguardo all'introduzione di caratteri non appartenenti all'Inglese nell'infrastruttura del DNS. Attualmente c'è un'unica radice DNS gestita da ICANN ma l'introduzione di sistemi di denominazione alternativi potrebbe frammentare tale radice portando a reti multiple gestite da singole nazioni. La questione sarà probabilmente al primo piano del meeting ICANN in Nuova Zelanda. Rodney Jaffe chairman e CTO di UltraDNS e membro del comitato consultivo sulla sicurezza e stabilità afferma "La mancanza di azione sull'IDN di ICANN ha creato un vuoto che è la prima ragione per le nazioni che sono interessate a gestire radici alternative"."Invece di essere 12 0 15 nazioni che parlano di gestire proprie radici alternative, ci saranno probabilmente da 40 a 60 nazioni al prossimo meeting della Nuova Zelanda. "Il test di ICANN comprenderà due approcci, uno con l'inserimento di record IDN nella radice del DNS e l'altro, sostenuto dall'IEFT che cambia caratteri non ASCII in equivalenti ASCII. Gli IDN sono già disponibili per i codici e i gTLD di alcune nazioni come .info e .org. Microsoft ha in progetto di fornire supporto per gli IDN nella nuova versione di Internet Explorer, previsto verso la fine dell'anno mentre altri browser inclusi Mozilla e Netscape sono già pronti per gli IDN. Rob Hlmes di Register.com afferma "Riteniamo che gli IDN stiano volando. Attualmente ci sono IDN in 40 estensioni. La grande maggioranza di essi sono in domini .com, .net e .org. Ma una grande area è per .de (Germania) e .cn (Cina).".

2020 computing: scienza in un mondo esponenziale
Nature (22/3/06), Alexander Szalay, Jim Gray
Con il volume di dati scientifici che raddoppia annualmente in molte discipline, il notebook tradizionale dello scienziato non è più sufficiente per maneggiare ed analizzare i risultati della maggior parte di progetti di ricerca e i metodi fondamentali con cui la scienza è praticata potrebbero essere scossi nelle fondamenta se la produzione di dati continua a crescere esponenzialmente, scrivono Alexander Szalay della John Hopkins University e Jim Gray della Ricerca Microsoft. Benché la maggior parte degli scienziati usa una qualche forma di applicazione desktop per maneggiare i propri dati, questi programmi non possono crescere al livello richiesto per analizzare basi di dati con milioni di record senza contare il livello di dati prodotti da progetti come il Large Synoptic Survey Telescope. Le basi di dati sono divenute uno strumento essenziale per l'identificazione e l'analisi ma c'è una carenza di strumenti di visualizzazione. La documentazione degli esperimenti e la loro riproduzione diventano un problema serio se la scienza è legata maggiormente a programmi su computer che cambiano rapidamente, assumono nuovi formati o diventano obsoleti. La tendenza crescente della collaborazione interdisciplinare significa che i dati viaggiano fra i dipartimenti richiedendo agli studenti di possedere almeno una familiarità di base con il trattamento dei dati, la statistica e i concetti informatici. Standard nella condivisione dei dati sono critici nelle aree della formattazione, semantica e flusso di lavoro per assicurare che scienziati che scambiano informazioni non siano ostacolati da formati proprietari. Data base multidisciplinari permettono agli scienziati di costruire nuovi dati su depositi esistenti espandendo la conoscenza condivisa ed arricchendo il valore dei propri esperimenti. Benché la condivisione dei dati sia fatta per prevenire la riscoperta della ruota, la velocità di Internet non è cresciuta al pari del volume di dati e l'elaborazione distribuita solleva questioni di sicurezza, costo e accesso pubblico all'informazione che pochi archivi sono oggi in grado di affrontare.

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