Rubrica ICT-News

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Rivista Communications ACM, ICT News , marzo 2009
(Association for Computing Machinery)

Il memristore mantiene valida la legge di Moore: il successo dell'Elettronica è assicurato
PhysOrg (26/2/2009) Lisa Zyga

Il memristore (resistore con memoria) permette ai fabbricanti di chip elettronici di aumentare la densità dei componenti e incrementare la potenza dei microprocessori. I memristori sono circuiti passivi e non possono perciò costruire porte universali logiche come i NAND o i NOR. Devono perciò essere usati insieme con i transistor che sono circuiti attivi in grado di realizzare la negazione logica (NOT). Ricercatori della Hewlett-Packard hanno realizzato circuiti ibridi transitor-memristor che possono organizzarsi come circuiti logici, router e memorie. Inoltre questi circuiti possono auto configurarsi. Si ritiene che un memristore possa sostituire 12 transistor e garantire così un notevole risparmio di spazio. La famosa legge di Moore (ogni 18 mesi raddoppia la densità di componenti in un microchip a parità di prezzo) sembra che varrà per molti anni ancora, garantendo i successi dell'elettronica.

I profeti dell'elettronica digitale prevedono che…
Stanford Report (CA) (5/3/2009) Chelsea Anne Young

Butler Lampson, ricercatore Microsoft, Vinton Cerf di Google e Irwin Jacobs di Qualcomm hanno discusso di passato, presente e futuro delle tecnologie digitali a un simposio sponsorizzato dall'Accademia Americana delle Arti e della Scienza. Jacobs prevede che il telefonino intelligente (smartphone) sarà presto il mezzo principale di accesso a Internet. Cerf ha ricordato il rischio che grandi quantità di informazioni digitali non possano più essere lette in futuro per il cambiamento delle tecnologie di memorizzazione (bit rot). Lampson ha parlato del riconoscimento facciale e uditivo attraverso nuove videocamere e auricolari digitali. Inoltre prevede che presto circoleranno automobili a guida automatica. Cerf infine ritiene molto utile e fattibile un'interfaccia diretta cervello-Internet.

Il Web all'ennesima potenza: una rete per ogni cosa.
ICT Results (9/3/2009)

Il futuro di Internet va oltre il Web 2.0 e coprirà tutto: elettronica, tessuti, automobili e ogni immaginabile prodotto. La nuova rete si adatta ad ogni esigenza dell'utente, tuttavia, come dice Daniele Morandi del progetto di ricerca BIONETS, pone anche notevoli problemi. Una rete "al cubo" che connette tutto e tutti per un totale di miliardi di collegamenti diventa enorme e superiore alle possibilità tecnologiche di oggi. Il progetto BIONETS coinvolge molti istituti di ricerca europei allo scopo di arrivare a una rete di tale complessità. Ha già sviluppato nuovi protocolli di comunicazione, filtri per i dati e strumenti di gestione.

Un computer-robot segue lo sguardo dell'utente
News Scientist (2/3/2009), Colin Barras

Federico Kaplan dello Swiss Federal Institute ha sviluppato ha sviluppato il computer-robot QB1 che al posto di mouse e tastiera ha un braccetto a forma di collo che segue i movimenti dell'utente.
QB1 ha dunque una sorta di collo e una mano robotiche e uno schermo che si muove con LED che illuminano l'ambiente circostante. Altri LED agli infrarossi costruiscono immagini tridimensionali del mondo. Lo schermo intelligente aumenta o diminuisce automaticamente le dimensioni del testo quando l'utente si allontana o si avvicina.

Nuovi robot al Politecnico di Milano.
www.polimi.it, 21/3/2009

Il primo corso universitario di robotica industriale in Italia si è tenuto nel 1974 al Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Milano per opera del professor Marco Somalvico e delle ricercatrici Maria Gini e Giuseppina Gini. Chi vi scrive lo ha frequentato e ha poi trasferito le nozioni imparate all'Itis Omar di Novara nella materia Elettronica Industriale dal 1984 (gli studenti Gian Luca Spinatonda e Pier Luigi Poy hanno realizzato e programmato un braccio a 5 gradi di libertà presentato all'Omar Day del 1985 e tuttora funzionante). Somalvico è morto ma Maria Gini negli USA è una professoressa di prima grandezza.
Alcuni anni dopo anche un professore di Meccanica, Alberto Rovetta sempre del Politecnico di Milano, effettuò alcuni studi di robotica, con qualche risultato.
Nell'ultimo anno, al Politecnico di Milano, sotto la guida dei docenti di elettronica Andrea Bonarini e Marco Colombetti, sono stati realizzati robot mobili su 6 gambe e anche robot che giocano a pallone tra più avanzati a livello mondiale. Per quanto riguarda l'Itis Omar si ricordano gli studenti di Elettronica Paolo Ferrara e Filippo Ferrarese e i robot mobili autonomi a 6 gambe e quelli a ruote realizzati nel 1998.
Oggi in Italia i robot si studiano, oltre che al Poli di Milano nelle università di Genova, Torino, Salerno, Pisa, Palermo, Bologna, Udine.

 

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