Rubrica ICT-News

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Rivista Communications ACM, ICT News , febbraio 2009
(Association for Computing Machinery)

Ricercatori in Georgia studiano il problema dell'insabbiamento dei robot
Georgia Institute of Technology (9/2/2009) John Toon

All'istituto tecnico della Georgia alcuni ricercatori hanno recentemente studiato i movimenti di un robot su superfici granulose e forniscono consigli su come affrontare questo tipo di terreni, ad esempio suggerendo ai robot su gambe di camminare più lentamente sulla sabbia. Il professor Daniel Goldman e il suo team ha studiato le prestazioni di un piccolo robot a 6 gambe (come è noto i robot su gambe migliori hanno 6 gambe), chiamato SandBot, realizzato presso l'università della Pennsylvania da Haldun Komsou e Daniel Koditschek.
Per provare SandBot in un ambiente controllato lo studente Chen Li ha costruito un percorso sulla sabbia in un contenitore lungo 2 metri pieno di semi di papavero che sono abbastanza grandi per non finire nei motori del robot. Il problema è stato il movimento degli arti. Le gambe del robot si muovono tre alla volta alternativamente, più velocemente nell'aria che nel terreno. Aggiustando le velocità delle due fasi, si è ottenuto un movimento abbastanza spedito pari a una velocità di una lunghezza del robot al secondo. Se la velocità è maggiore il robot inciampa sul passo precedente e il robot invece di camminare nuota .

Le informazioni digitali vanno conservate per le generazioni future
Università di Portsmouth (11/2/09)

Il progetto KEEP (Keeping Emulation Environment Portable) dell'università di Portsmouth opera per memorizzare in modo duraturo l'enorme quantità di informazioni culturali e tecnologiche destinate altrimenti a scomparire fra breve: testi, suoni, immagini, siti Web e file multimediali. Si vuole costruire un software in grado di riconoscere ed aprire file precedenti di ogni formato per mezzo di un emulatore universale. La storica dell'informatica Janet Delve ricorda che ogni file digitale diventa inservibile quando sparisce la tecnologia in grado di trattarlo. Le generazioni precedenti lasciano un patrimonio ricchissimo di libri, lettere, documenti che ci dicono dove e come vivevano e che cosa hanno scoperto. Corriamo il serio rischio di perderlo e lasciare spazi vuoti nella storia dell'umanità. Dunque è necessario che tutto il software e i dati digitalizzati siano codificati in un modo che permetta di leggerli in futuro. L'Archivio Nazionale Britannico, ad esempio, contiene l'equivalente di 580000 enciclopedie in un formato non più leggibile dai comuni software commercializzati e la British Library riferisce che l'Europa perde ogni anno per questo motivo 3 miliardi di euro.

Selezione artificiale: anche i robot sono soggetti all'evoluzione
New Scientist (4/2/09) Paul Marks

I robot odierni hanno bisogno di una revisione totale del loro software di controllo per far fronte ai mutamenti fisici. L'esperto di Intelligenza Artificiale Christopher MacLeod alla England's Robert Gordon University studiano nuovi robot ispirati all'evoluzione naturale che invece si adattano autonomamente ai cambiamenti del mondo che li circonda. Usano reti di neuroni artificiali e algoritmi evolutivi incrementali (IEA). Questi algoritmi quando si accorgono che la rete neurale artificiale che comanda il robot non migliora più aggiungono nuovi neuroni per formare un "nuovo cervello".

Preparatevi al vero Wi-Fi mobile
Discover (28/1/09) Stephen Cass

Il progetto di ricerca della Microsoft per il Wi-Fi sulle auto chiamati Vi-Fi opera per migliorare la fruibilità degli accessi ad Internet sulle auto ad alta velocità. Poiché spesso l'auto riceve segnali Wi-Fi che permettono il collegamento ad Internet da più stazione, Microsoft pensa di collegarsi a più stazioni contemporaneamente modificando solo il software e usando il solito hardware.

 

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