Rubrica ICT-News

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Rivista Communications ACM, Technews, febbraio 2006
(Association for Computing Machinery)

Entrare nella griglia semantica
IST Results (31/1/2006)
Un team di ricercatori europei al lavoro sul progetto OntoGrid sta sviluppando la piattaforma tecnologica per l'era della griglia semantica di elaborazione che permette agli utenti di condividere facilmente e in fretta risorse e informazioni. Il sistema contiene middleware attivato semanticamente che permette agli utilizzatori di attraversare una grande quantità di risorse per formare un'organizzazione che definisce i contorni di un'industria e di una nazione e poi di lasciare l'organizzazione una volta che il problema è risolto. Asuncion Gomez-Perez, un coordinatore di OntoGrid ha detto "Quello che stiamo facendo è arricchire la griglia con la semantica, questa è un'iniziativa visionaria. Pochi altri ricercatori stanno lavorando in questa area". I ricercatori hanno sviluppato due applicazioni semantiche per testare la griglia: un sistema di dibattito assicurativo e un'applicazione di analisi per immagini satellitari. L'applicazione assicurativa unifica in un unico sistema i vari partecipanti al dibattimento quali assicuratori. Avvocati opportunità di riparazione, riducendi il rischio di frodi attraverso un'informazione arricchita semanticamente. Nel frattempo il componente di analisi qualità del progetto satellite fornirà a a diverse organizzazioni aerospaziali un accesso consistente a un corpo di immagini satellitari. Benché la funzionalità industriale della griglia sia stata tradizionalmente ostacolata dalla sua rigidità OntoGrid promette moddleware riusabile che flessibile e configurabile in base all'architettura di riferimento Semantic-OGSA. Il middleware offrirà agli utenti un''glità considerevole nell'affrontare ambienti distribuiti e può anche essere collegato a sistemi di archiviazione storica.

Banda larga interplanetaria
Technology Review (31/1/20006), Kevin Bullis
Alcuni ricercatori stanno esplorando rivelatori di fotone singolo altamente sensibili come strumento per realizzare laser a bassa potenza che possono facilitare la comunicazione ad alta velocità per astronauti per mandare informazioni ed anche video dallo spazio alla terra. Le missioni odierne si basano su download estremamente lenti mentre trasmissioni ottiche standard possono portare dati video ma i laser richiesti per trasportare i segnali da tali grandi distanze hanno richieste di potenza proibitive. Un nuovo rivelatore a fotone singolo basato su nanotecnologie offre sia velocità sia efficienza con la potenzialità di rendere le comunicazioni interplanetarie una realtà. Il professore di ingegneria elettrica Karl Berggren del MIT nota che la nano fabbricazione ha reso possibile il superamento di ostacoli nell'uso di larga banda per rivelare luce a un livello estremamente basso. Benché i rivelatori a fotone singolo esistenti richiedano più potenza per incrementare la loro distanza di trasmissione i ricercatori hanno aggiunto una trappola fotonica al rivelatore. La trappola fotonica incrementa le possibilità del filo di assorbire un fotone triplicando all'incirca l'efficienza del dispositivo di rivelazione. Anche la crittografia quantistica può beneficiare da sensori a fotone singolo. Sensori a fotone singolo possono raddoppiare o triplicare la distanza di trasmissione della crittografia quantistica benché il costo sarebbe proibitivo per la maggior parte delle applicazioni commerciali. La focalizzazione dei fotoni sui sensori miniaturizzati rimane una sfida tuttavia che Berggren si aspetta sia risolta entro due anni.

I virus dei computer hanno una storia
Financial Times (30/1/2006), Maija Palmer
La comparsa del virus Brain 20 anni fa ha aperto un'epoca di vulnerabilità per i computer che è progredita dal lento movimento, virus innocuo trasmesso attraverso floppy disc alla stima odierna di circa 120000 virus alcuni dei quali sono capaci di bloccare reti aziendali intercettando informazioni personali sensibili. Il miliardo di utenti internet molti dei quali usano connessioni a larga banda permette ai virus di viaggiare molto più rapidamente oggi rispetto ai tempi di Brain. MyDoom per esempio si diffuse attraverso email infettando circa 250000 computer un giorno del 2004. Graham Cluley di Sophos stima che un computer che opera senza antivirus ha il 50% di probabilità di essere infettato se connesso a internet per solo 15 minuti anche se non non trasmette email e sta fuori dal Web. Il software antivirus è ragionevolmente efficace nel tener fuori invasori ma ciò a un costo molto grande (la spesa in antivirus si stima raggiungere 5,9 miliardi di dollari entro il 2009) e assorbe potenza di elaborazione. Laddove i primi virus erano relativamente benigni spesso il prodotto di un autore di virus teenager è diventato malizioso sviluppando programmi che cancellano hard disc, mandano in tilt le reti e rubano identità. I virus odierni non recano la stessa intestazione della lettera d'amore e del virus Anna Kournikova ma sono molto più distruttivi e spesso sono prodotti da gang criminali. Sal Viveros di McAfee ha detto che lo scopo è di profitto. Gli scrittori di virus non desiderano mettere intestazioni, mirano a un target di un piccolo numero di persone per ricavare informazioni specifiche. L'advisor del Tesoro USA riporta che i ricavi del Cyber crimine ora è superiore al commercio illegale di droghe e il trend sarà in aumento quando gli hacker si rivolgeranno a dispositivi mobili.

I browser devono affrontare un triplo attacco
Techworld (31/1/2006), Matthew Broersma
Il ricercatore Michael Zalewski afferma che ci sono tre bug che chiama "cross site cooking" nel trattamento dei cookies che potrebbero essere usati per portare attacchi a parecchi siti Web commerciali. Gli attacchi potrebbero essere usati contro siti commerciali per sovrascrivere preferenze, identificatori, dati di autenticazione per commettere frodi. I bug sono usati per creare cookies ma non sono stati corretti nei maggiori browser anche se potevano essere stati scoperti già otto anni fa. Ha scritto Zalewski nella mailing list Bug Traq "Questi inconvenienti rendono possibile (e facile) per siti maliziosi impiantare cookies imbroglioni che saranno usati da visitatori senza sospetto per legittimare server di terze parti". I browser normalmente rigettano i cookies quando il dominio specificato è troppo ampio; tuttavia ciò non funziona nei browser basati su Mozilla. Il bug può attaccare alcuni siti con nomi di dominio internazionali e rubare informazioni da siti Web di commercio elettronico. Zalewski suggerisce di fare modifiche nel formato dei cookie HTTP e implementare un workaround, con una lista di domini potenzialmente affetti e afferma che i venditori di browser devono prendere provvedimenti e togliere l'accesso ai cookie durante i periodi di inattività.

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