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Circolare periodica interna

 

GENNAIO 2006                                     NUMERO  1

 

ISCRIZIONI ENTRO IL 25 GENNAIO

 

 

Il 25 gennaio scade il termine per presentare le domande di iscrizione nelle scuole. L’indicazione è contenuta nella circolare n. 93, diramata dal Miur il 23 dicembre, scorso.

Nella circolare è contenuto un riferimento ai tempi di attuazione della riforma del secondo ciclo di istruzione: “Si richiama la particolare attenzione sull'esigenza di informare le famiglie che l'iscrizione alle prime classi di tutti gli istituti di istruzione secondaria di II grado, ivi compresi gli attuali istituti professionali, garantisce la prosecuzione degli studi, secondo il vigente ordinamento, per l'intera durata del percorso quinquennale; ciò in considerazione del fatto che la riforma del secondo ciclo prenderà avvio con gradualità a partire dall'anno scolastico 2007-2008 e che lo stesso decreto legislativo n. 226/2005, al comma 6 stabilisce che i corsi avviati prima dell'attivazione dei nuovi percorsi proseguono fino al loro completamento.”

C’è anche la possibilità che l’alunno scelga di proseguire gli studi attraverso i percorsi sperimentali di formazione professionale, la cui durata deve essere almeno triennale. Poiché le intese sottoscritte con le Regioni prevedono percorsi formativi differenziati nei diversi contesti territoriali, le famiglie, per esercitare le proprie scelte, dovranno fare riferimento al quadro delle offerte emergenti dai protocolli sottoscritti a livello regionale. “A tale fine - precisa la circolare ministeriale - gli Uffici scolastici regionali, d'intesa con i competenti Assessorati delle rispettive Regioni, definiranno i tempi e le modalità di iscrizione ai   corsi      spe-

 

 

Casella di testo: PRODI: RILANCIARE LA SCUOLA TECNICA


La scuola tecnica va rilanciata: sarà compito del governo di centrosinistra trovare i fondi e il modo per sostenere questo tipo di scuole, che sono fondamentali per la nostra economia”. Sono le parole di Romano Prodi il 22 dicembre a Bologna, in occasione dello scambio di auguri con i cittadini.

Il leader dell'Unione ha anche sostenuto “che le scuole tecniche rimangono fondamentali per la nostra economia”.

Affermazioni, quelle del leader dell’Ulivo, che suonano come una bocciatura o perlomeno una presa di distanza dalla riforma delle scuola superiore, approvata lo scorso mese in Parlamento: secondo il testo di legge della sign. Letizia Moratti, su cui pende il giudizio della Conferenza Stato-Regioni e per il quale si attendono nelle prossime settimane i decreti attuativi, gli istituti tecnici verrebbero assorbiti dal sistema liceale.

La nuova collocazione starebbe però spaccando il mondo politico sovvertendo spesso posizioni legati agli schieramenti politici.

Apprezzamenti sono giunti dalla destra, che ha votato il provvedimento, ma anche da parte della sinistra, che non disdegnerebbe l’introduzione del sistema duale licei-professionali a patto che si applichino delle correzioni in itinere. Ora Prodi ne prende le distanze e lascia intendere che un suo eventuale governo si impegnerà a lavorare affinché sia rivista la riforma della scuola superiore.

 

 

 

rimentali di istruzione e formazione professionale e ne daranno tempestiva e puntuale informazione ai dirigenti scolastici interessati”.

Anche quest'anno gli studenti che si iscrivono agli istituti di istruzione secondaria di II grado possono effettuare l'iscrizione on-line.

 

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Il Consiglio dei Ministri ha prorogato dal 31 dicembre 2005 al 31 marzo 2006 il termine per l’adozione del Dps (Documento Programmatico sulla Sicurezza) obbligatorio per tutti i soggetti che trattano dati personali e sensibili, e quindi ancheper la Scuola. Sono stati approvati rinvii alle date di scadenza di alcuni adempimenti in tema di “privacy”: il 31 marzo 2006, Misure Minime di sicurezza “nuove”;  il 30 giugno 2006, documento con data certa per il rinvio della applicazione di alcune Misure Minime “nuove”;  il 28 febbraio 2006, regolamento sui dati sensibili.
La decisione è contenuta in un decreto-legge, denominato “milleproroghe” come altri che lo hanno preceduto. Il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento, ma nel frattempo è immediatamente esecutivo.

 

Casella di testo: SCUOLA E ANALFABETISMO: I RISULTATI IN UNA RECENTE RICERCA  

Secondo una recente indagine dell’Unla (Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo) risulterebbe che il 12% della popolazione italiana è analfabeta e senza alcun titolo di studio; circa sei milioni di cittadini.

Il 33% della popolazione (7,5% di laureati e 25,85% di diplomati) è in grado di affrontare le sfide della società contemporanea in quanto ha la formazione di base necessaria. Il 66% (30,12% con licenza media, 36,52% con semplice licenza elementare) dispone di una formazione insufficiente per partecipare informata allo sviluppo della società della conoscenza.

Sono, secondo la ricerca, circa 36 milioni gli italiani da considerare analfabeti totali, semi-analfabeti o analfabeti di ritorno, comunque non in grado di affacciarsi sul mondo del lavoro e difendersi di fronte ai continui cambiamenti che lo hanno investito.

La situazione è più grave dal centro fino al Sud e alle Isole. Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Campania, Sardegna, Umbria sono regioni con una popolazione analfabeta, senza alcun titolo di studio, che supera l’8%. A Catania gli analfabeti raggiungono l’8,4%, ma anche a Palermo, Bari e Napoli si ritrovano percentuali di poco inferiori.

Dati, questi dell’Unla, che confermano quelli di una recente indagine (risale al2003) dell’Istat, secondo la quale su circa 57 milioni di italiani censiti nel 2001 i laureati erano poco più di 3.500.000 (6.14%), i diplomati 14.500.000 (24,5%), i licenziati di scuola media 16.500.000 (28,9%), i cittadini con la licenza media o senza alcun titolo di studio 22.500.000 (39,4%).