Mar Notizie

 

Circolare periodica interna

 

24 OTTOBRE 2005                                     NUMERO  3

 

 

FATTA LA RIFORMA DEL SECONDO CICLO:

PARTIRA’ NEL 2007

 

 

Come ci si poteva aspettare, e come del resto era prevedibile, la riforma del secondo ciclo, cioè della scuola superiore, è stata approvata dal governo.

Dunque il sistema dei licei, nelle intenzioni dei legislatori, andrà gradualmente a sostituire l’attuale ordinamento.

Quando però non è dato di sapere con certezza. Per questo la speranza, ultima dea, resta ancora viva.

Le ultime notizie ci inducono a credere che la riforma partirà dal prossimo anno scolastico 2006/2007, come la Moratti aveva annunciato nella conferenza stampa seguita al voto parlamentare.

Peccato però che il (la) Ministro non abbia letto a fondo il testo del decreto. Se andiamo infatti a vedere l’articolo 27 scopriamo che l’avvio della riforma sarà nel 2007. “Le prime classi dei percorsi liceali e il primo anno di quelli di istruzione e formazione professionale sono avviati contestualmente a decorrere dall’anno scolastico e formativo 2007-2008 (..)

Pare anche il Ministero non abbia intenzioni di avviare delle sperimentazioni del nuovo assetto dei licei. “il medesimo Ministero- recita sempre l’art. 27 del decreto -  non promuove sperimentazioni del nuovo ordinamento nelle scuole, ferma restando l’autonomia scolastica.”

Pare di capire, insomma, che le scuole potranno autonomamente sperimentare il sistema liceale, senza però aspettarsi il sostegno ministeriale.

Saremo curiosi di vedere chi avrà tanto ardore e

E inoltre per la definizione della tabella di corrispondenza dei titoli di studio e l’
incremento, fino al 20% della quota oraria dei piani di studio rimessa all'autonomia scolastica nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni.
Per quanto concerne i percorsi dell'Istruzione e Formazione Professionale ciascuna Regione dovrà adottare una specifica disciplina nel rispetto dei livelli essenziali e previa definizione, con accordi in Conferenza Unificata.
Dovranno poi essere individuate le figure di differente livello relative ad aree professionali articolabili in specifici profili professionali sulla base del fabbisogno del territorio
e si dovrà procedere alla fissazione degli standard minimi formativi relativi alle competenze di base (linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche, storico-sociali ed economiche) necessarie al conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, nonché alle competenze professionali che saranno proprie di ciascuna figura professionale.

Insomma, di strada davanti ce n’è parecchia. Il rischio connesso a questo percorso, che sarà sicuramente tortuoso e irto di difficoltà, è legato all’anno 2007, quando le famiglie con tutta probabilità si troveranno a dovere iscrivere i loro figli alla scuola superiore, senza che tutto il percorso suddetto sia stato debitamente chiarito e definito dal MIUR e dalle Regioni, le quali hanno già più volte manifestato le loro difficoltà e perplessità di fronte all’impianto del nuovo ordinamento.

Passiamo ora alle novità che il testo del decreto approvato riporta, a fronte della proposta di cui parlammo all’inizio dello scorso anno.

Il decreto prevede un aumento dell’orario da destinarsi alle attività di indirizzo nei vari licei. Si passa dalle 27 ore della prima versione alle 31 attuali. Aumenta, inoltre, lo spazio dato alle attività di laboratorio, ai percorsi in alternanza scuola-lavoro e ad iniziative di studio-lavoro e di stage. I settori del liceo economico si sono arricchiti nel settore del credito, e tra gli indirizzi del liceo tecnologico sono state inserite la grafica e la moda.

Una chicca tra le novità la troviamo quando il decreto dice che le Regioni dovranno fornire indicazioni per la trasformazione dei vecchi istituti scolastici nei nuovi licei, nell'ambito della programmazione della rete scolastica cui devono provvedere raccor-

 

soprattutto tanto coraggio (o masochismo).

L’art. 27 al comma 5 aggiunge che “Al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo ordinamento, fino alla messa a regime del sistema dei licei, la consistenza numerica della dotazione dell’organico di diritto del personale docente resta confermata nelle quantità complessivamente determinate per l’anno scolastico 2005/2006.”

E’ possibile dunque evincere che il voto parlamentare sia stato finalizzato propriamente e unicamente a fini politico-propagandistici: nessuno potrà dire che la riforma non sia stata fatta.

La realtà e però ben lungi dai propositi.

Intanto ci consoli il fatto che i tempi si allungano e da qui al 2007 di strada ce n’è ancora parecchia, con tutto ciò che ne consegue e che io sottintendo, lasciando a chi legge le proprie riflessioni e le conseguenti conclusioni.

Infine occorre considerare che non essendoci alcuna sperimentazione ed essendo le iscrizioni al prossimo anno scolastico assai vicine (gennaio) nessuna scuola si sentirà di procedere all’avvio dei nuovi licei.

Ma c’è di più.

Per i percorsi liceali, secondo il testo del decreto, si procederà con provvedimenti  che dovrà emanare il MIUR, sentita però la Conferenza Unificata Stato-Regioni, i quali saranno fondamentali per definire la
tabella di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore vigenti nei percorsi liceali che sono stati previsti dalla riforma.
dando in un piano complessivo la programmazione delle province. Inoltre le Regioni dovranno disciplinare con proprie leggi i percorsi di istruzione e formazione professionale, nel rispetto dei livelli essenziali definiti dal decreto.

L’impressione è che lo Stato tenda a “sbarazzarsi” della Scuola superiore, sbolognano la papata bollente alle povere regioni, le quali si troveranno certamente in difficoltà con i nuovi compiti che si ritroveranno.

E’ evidente che tutto ciò è un tributo pagato alla devolution e al partito che la sostiene attualmente nel Governo. Se questo aspetto della riforma dovesse essere attuato ci ritroveremo con livelli diversi di scuola dal punto di vista dell’organizzazione e dell’efficienza e i tanto decantati standards nazionali salteranno.

Altra novità. Al trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e agli Enti locali nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione si provvederà con decreti del Presidente del Consiglio sulla base di accordi da concludere in sede di Conferenza Unificata con le Regioni. Nel frattempo, le Regioni continueranno a svolgere i corsi di istruzione e formazione professionale sperimentali realizzati sulla base dell'accordo in Conferenza unificata del 19 giugno 2003; e lo Stato assicurerà l'istruzione professionale attraverso i corsi degli istituti professionali di Stato, che continueranno a rilasciare le qualifiche professionali.

Insomma nel periodo di passaggio tra un ordinamento e l’altro si assisterà a un’amalgama confusa tra il sistema attuale e quello nuovo, in una confusione tipicamente italiota.

Questo è lo stato dell’arte al momento: tutto è fatto senza che nulla sia stato fatto. A trionfare è ancora una volta il Principe di Salina, il quale (Tomasi di Lampedusa) aveva già capito tutto prima che le cose italiane fossero fatte.

Illuminante!

Infine. Passiamo alle discipline. Cancellato Diritto. I colleghi? Saranno riconvertiti. Parola gravida di significati misteriosi e poco rassicuranti.

Le attuali discipline Fisica, Chimica, Scienze della Terra e Biologia diventeranno “Scienze integrate”: questa sì vera alchimia, degna di Giabin ibn Hayyan o di Theophrastus Paracelsus.

Ultima consolazione: sono state eliminate le discipline che nella vecchia versione del  decreto

 

erano state definite “opzionali obbligatorie a scelta dello studente” . Tutte sono obbligatorie e sono definite, ad eccezione di una piccola componente che resterà facoltativa e verrà destinata allo studio di una seconda lingua europea.

 

 

 

Dario Balzaretti

 

 

 

 

SEGUE LA TABELLA ORARIA DI BASE DEL NUOVO LICEO TECNOLOGICO.

Chi volesse visionare le tabelle complete nei vari indirizzi esiste un collegamento al sito del MIUR.