Omar Notizie n° 22 - Aprile-Maggio 2000

IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA - 2
La legislazione relativa all’attuazione dell’autonomia

Pubblicheremo a partire da questo numero di “Omar Notizie” alcuni dei documenti della normativa relativa al Piano dell’Offerta Formativa, affinché tutti ne prendano conoscenza e nessuno possa affermare di non sapere o di non essere stato informato. Andrò per ordine di importanza e non cronologico. La L.C. 194 del 4/8/99 chiarisce le norme relative al finanziamento della sperimentazione dei P.O.F. Tuttora è la norma in vigore.

Lettera Circolare n.194 Prot. n. 165/AUT Roma, 4 agosto 1999
OGGETTO: Finanziamento per la realizzazione del programma nazionale di sperimentazione dei piani dell'offerta formativa, di cui al D.M. n. 179 del 19 luglio 1999, e per le relative iniziative di formazione e aggiornamento, in applicazione della Legge n. 440/1997.
Esercizio Finanziario 1999. Punto 1. Interventi prioritari, lett. a) della direttiva attuativa n.180 del 19 luglio 1999.

PREMESSA

Con la Direttiva n. 180 del 19 luglio 1999 sono stati definiti, ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 dicembre 1997, n. 440, gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme relative all'anno finanziario 1999, nonché le indicazioni circa il monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge medesima.

La suddetta Direttiva ha concretamente individuato al punto 1 le seguenti priorità:

a) realizzazione del programma nazionale di sperimentazione che consenta alle istituzioni scolastiche di sviluppare gradualmente capacità di organizzazione anche ai fini: del potenziamento delle azioni di orientamento, in vista sia del proseguimento degli studi, sia dell'inserimento nel mondo del lavoro; dell'innalzamento del livello di scolarità e del tasso di successo scolastico; dello sviluppo dell'insegnamento delle lingue comunitarie, con particolare riferimento alla seconda lingua della scuola media; della attivazione di azioni di formazione e aggiornamento dirette al potenziamento del processo di diffusione della cultura dell'autonomia, nonché all'introduzione delle nuove tecnologie didattiche;
b) interventi perequativi finalizzati anche a integrare gli organici provinciali del personale;
c) iniziative per la formazione postsecondaria non universitaria e per la copertura della quota nazionale degli interventi cofinanziati con i fondi strutturali dell'Unione europea;
d) sviluppo dell'educazione permanente degli adulti;
e) interventi per la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia del sistema scolastico.

La presente lettera circolare fornisce indicazioni e precisazioni relative ai finanziamenti assegnati alla gestione delle istituzioni scolastiche ai sensi del punto 1 lett. a) della suindicata Direttiva. Con specifiche successive comunicazioni verranno fornite indicazioni in relazione alle materie di cui alle lettere b), c), d) e) della Direttiva succitata.

1. IL PROGRAMMA NAZIONALE DI SPERIMENTAZIONE PER L'ANNO SCOLASTICO 1999-2000

La Direttiva n. 180 del 19 luglio 1999, nell'ambito dell'intervento prioritario indirizzato alla realizzazione del programma nazionale di sperimentazione delle istituzioni scolastiche di cui al D.M. n.179 di pari data, individua un insieme di iniziative, cui destinare parte delle risorse rese disponibili per l'anno scolastico 1999-2000 dalla Legge n. 440/97. La medesima Direttiva precisa che "l'attivazione delle iniziative dovrà costituire oggetto di un organico piano dell'offerta formativa da parte delle singole scuole", in coerenza con quanto previsto dallo stesso citato D.M., che ha prorogato, integrato e modificato il D.M. n.251 del 29 maggio 1998.

In tal modo, il piano dell'offerta formativa può superare la logica di una progettazione definita solo attraverso ambiti separati e attuare invece processualmente un disegno complessivo, nel quale, a partire dalle esperienze già realizzate, gli interventi sulla dimensione didattica, organizzativa e gestionale risultino strettamente armonizzati e connessi.

In tale contesto, le scuole potranno tra l'altro sperimentare interventi volti a rivisitare i contenuti curricolari attraverso una riorganizzazione dei propri percorsi didattici secondo modalità mirate a perseguire specifici obiettivi e competenze, nonché effettuare e utilizzare compensazioni tra le discipline e le attività previste dagli attuali ordinamenti. Il decremento orario di ciascuna disciplina e attività è previsto entro il 15 per cento del relativo monte ore annuo (art. 2 D.M. n. 179 del 19 luglio 1999).

Per consentire alle istituzioni scolastiche di coniugare le forme di flessibilità - rese possibili in base alla previgente normativa e puntualmente richiamate dal D.M. n. 179/99 - con l'indicazione della Direttiva n. 180/99 di integrare le diverse attività sperimentali in un organico piano dell'offerta formativa, si segnalano alcuni possibili indicatori da utilizzare nella elaborazione dei piani di ciascuna scuola: la flessibilità che riguarda le scelte innovative compiute da ciascuna scuola rispetto alle attività didattiche, organizzative, curricolari ed extracurricolari; l'integrazione che riguarda la coerenza progettuale delle diverse iniziative, nonché gli aspetti di relazione costruttiva e funzionale della scuola con le comunità locali. L'attività progettuale, così improntata, implica l'assunzione di comportamenti che costituiscono a loro volta un altro possibile indicatore:

la responsabilità
che investe tutti i processi decisionali attivati da ciascuna scuola, nell'ambito della propria discrezionalità e attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti. Tale responsabilità si esplica attraverso una analisi di fattibilità e l'individuazione degli strumenti per raggiungere gli obiettivi formativi di cui rendere conto attraverso procedure di autovalutazione e verifica interna, indicandone tempi, criteri e modalità utili anche ai fini delle successive azioni di monitoraggio previste dall'Amministrazione.

In base a quanto previsto dalla Direttiva n. 180/99, il piano dell'offerta formativa si presenta dunque non tanto come un ennesimo progetto, ma come "il progetto" nel quale si sostanzia il complessivo processo educativo promosso dalla scuola. In tal senso, il piano dell'offerta formativa - che va strutturato in un'ottica di sviluppo anche pluriennale - viene di fatto a connotarsi attraverso alcune finalità:

- innalzare il livello di scolarità e il tasso di successo scolastico, anche in attuazione di quanto previsto dalla legge 20 gennaio 1999 n. 9 sull'elevamento dell'obbligo scolastico
- articolare la progettazione nel rispetto della specifica identità dell'istituto
- documentare gli obiettivi e successivamente gli esiti del processo educativo ai fini del monitoraggio previsto dalla Direttiva n. 180/99, anche per consentire che tutte le componenti interessate e la più ampia realtà territoriale vengano a conoscenza dell'intera azione educativa della scuola.

Si segnala l'esigenza che, nel caso in cui l'istituzione comprenda più indirizzi, (per esempio istituti superiori di tipologie diverse, istituti comprensivi con più gradi di scuole), l'elaborazione del piano dell'offerta formativa, pur prevedendo specifiche articolazioni per i diversi segmenti formativi, conservi l'unitarietà dell'impianto culturale e formativo.

2. IL FINANZIAMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE DEI PIANI DELL'OFFERTA FORMATIVA

In coerenza con i criteri, le priorità e le indicazioni della Direttiva n. 180/99, la presente lettera circolare prevede che i finanziamenti della Legge n. 440/97 per l'esercizio finanziario 1999, relativo all'anno scolastico 1999-2000, vengano distribuiti alle scuole a fronte della presentazione di un piano dell'offerta formativa, tendenzialmente strutturato secondo le modalità e gli indicatori sopra indicati.
Tali finanziamenti saranno difatti erogati a tutte le scuole che presenteranno ai Provveditori gli Studi, entro il 15 ottobre 1999, un documento recante le linee essenziali del loro piano dell'offerta formativa, formulato e approvato dai competenti organi di Istituto, con l'indicazione delle specifiche iniziative sperimentali promosse ai sensi del D.M. n.179/99 e dei relativi fabbisogni finanziari aggiuntivi.

L'entità del finanziamento per ciascuna scuola dipenderà da parametri oggettivi, in modo da consentire alle scuole stesse di quantificare le risorse disponibili per le attività da progettare e realizzare. Ogni scuola potrà accedere a un finanziamento corrispondente a:
- una quota uguale per tutte di £. 4.250.000 circa;
- una quota calcolata moltiplicando £. 7.150 per il numero degli alunni;
- una quota calcolata moltiplicando £. 74.500 per il numero dei docenti (il riferimento al numero dei docenti va inteso solo come un parametro di calcolo;
- le risorse potranno essere utilizzate infatti anche per il personale A.T.A., così come previsto dal successivo punto 6, lettera A) della presente lettera circolare). Tale finanziamento potrà essere integrato con le somme assegnate alle scuole per la realizzazione dei progetti presentati nel precedente anno scolastico, ai sensi del D.M. n. 251/98, eventualmente non utilizzate e prelevate dall'avanzo di amministrazione nel bilancio preventivo dell'esercizio 1999.

Le sperimentazioni dei piani dell'offerta formativa non necessitano di autorizzazione. Il patto di fiducia con le scuole, già instaurato nel precedente anno scolastico, viene ribadito e rafforzato poiché per l'anno 1999/2000 non è previsto l'apprezzamento preventivo dei progetti di particolare complessità. Il documento recante le linee essenziali dei piani e le relative indicazioni del fabbisogno finanziario vengono tuttavia inviati al Provveditore per un duplice scopo.

a) Consentire l'erogazione delle somme richieste nei limiti degli effettivi bisogni finanziari segnalati dalle scuole. A tal fine, nel documento su indicato, le istituzioni scolastiche evidenzieranno le attività che necessitano del finanziamento specifico aggiuntivo previsto dalla Legge n. 440/97 (ovviamente fino al tetto di spesa calcolato da ciascuna scuola sulla base dei parametri oggettivi già ricordati). In un allegato a questo documento le scuole indicheranno lo specifico fabbisogno finanziario con la segnalazione delle categorie di spesa necessarie sia per la sperimentazione, sia per la formazione del personale (cfr. qui di seguito il punto 3), coerentemente con le voci di bilancio segnalate al successivo punto 6. Si precisa che una quota della remunerazione destinata al personale per l'attività progettuale andrà riservata al personale ATA impegnato nelle attività di sperimentazione.

b) Costituire la premessa del monitoraggio relativo all'anno scolastico 1999/2000 e dell'avvio della banca dati sulle esperienze delle scuole. A tutte le scuole che attiveranno la sperimentazione, verrà successivamente richiesta la descrizione del loro piano dell'offerta formativa attraverso un software specifico, elaborato in collaborazione con la BDP. A differenza dell'anno scolastico 1998-1999, non si richiede pertanto, al momento della presentazione del progetto, la compilazione di una scheda appositamente predisposta. Ai Provveditori viene riservata una limitata quota del finanziamento, pari al 10% dell'intero ammontare della disponibilità finanziaria complessiva, integrabile con le economie derivanti dalla eventuale mancata presentazione di piani dell'offerta formativa da parte di alcune istituzioni scolastiche e/o da un utilizzo parziale delle risorse disponibili.

Nel quadro di un'organica strategia che tenga conto delle esigenze territoriali, i Provveditori, sulla base della proposta tecnica dei Nuclei di supporto di cui al punto 2 della Direttiva n. 180/1999, utilizzeranno la quota suddetta per: sostenere le iniziative sperimentali promosse nelle classi dell'istruzione media e superiore più direttamente coinvolte nell'attuazione della nuova normativa sull'elevamento dell'obbligo scolastico; garantire azioni perequative e di sostegno, con particolare riferimento alle scuole collocate in aree a rischio o con presenza, in misura significativamente superiore ai valori medi, di alunni di lingua nativa diversa dall'italiano; valorizzare le risorse presenti nel territorio, a partire dalle istituzioni scolastiche capaci di promuovere in rete attività di consulenza, formazione e documentazione; promuovere, attraverso "piani territoriali", il raccordo con gli Enti locali per l'attuazione di interventi integrati; attivare collaborazioni e intese con Università, IRRSAE, Associazioni disciplinari e professionali, Centri di ricerca e formazione pubblici e privati, istituzioni scolastiche impegnate nei circuiti nazionali di innovazione ecc;

3. IL FINANZIAMENTO DELLA FORMAZIONE FINALIZZATA ALLA SPERIMENTAZIONE

Le iniziative di formazione riguarderanno tutto il personale scolastico e saranno direttamente legate al processo di sperimentazione. Esse dovranno sviluppare prioritariamente le competenze connesse alla elaborazione e attuazione dei piani dell'offerta formativa, nonché rispondere agli specifici bisogni del personale connessi alla nuova organizzazione della didattica.

Come già l'anno scorso la complessiva azione di formazione comprenderà, oltre alle iniziative espressamente collegate all'elaborazione e all'attuazione dei piani dell'offerta formativa, anche i progetti finanziati nell'ambito dei piani provinciali di aggiornamento che comporteranno ulteriori specifici finanziamenti per le scuole. Per assicurare adeguati livelli di efficacia negli interventi è indispensabile che le scuole sviluppino un approccio coordinato in modo da assicurare al personale le migliori opportunità di crescita professionale e il più funzionale utilizzo delle risorse finanziarie disponibili. A tal fine, particolare rilievo assumono le indicazioni di carattere generale e metodologiche, nonché i criteri di qualità contenuti nella annuale direttiva relativa all'aggiornamento, alla quale si rimanda per le questioni di merito.

I finanziamenti di cui al presente punto 3, previsti per l'esercizio finanziario 1999 dalla Legge n. 440/97, saranno assegnati alle scuole che presenteranno iniziative di formazione nell'ambito della sperimentazione del loro piano dell'offerta formativa. Le istituzioni scolastiche dovranno pertanto segnalare nel piano le iniziative programmate per la formazione, nonché le indicazioni del relativo fabbisogno finanziario fino al tetto massimo loro assegnato sulla base dei parametri sotto indicati.

Ogni scuola potrà accedere a un finanziamento corrispondente a: una quota uguale per tutte di £. 890.000 circa; una quota calcolata moltiplicando £. 31.500 per il numero dei docenti. (il riferimento al numero dei docenti va inteso solo come un parametro di calcolo; le risorse potranno essere utilizzate infatti anche per il personale A.T.A., così come previsto dal successivo punto 6, lettera A) della presente lettera circolare).

Si segnala altresì l'esigenza che, nell'ambito di tale iniziative di formazione, assumano un carattere di priorità quelle indirizzate al personale scolastico impegnato nelle classi dell'istruzione media e superiore più direttamente coinvolte dall'elevamento dell'obbligo scolastico. Al tempo stesso, le istituzioni scolastiche cureranno che una quota dei finanziamenti sia destinata alla formazione e all'aggiornamento del personale A.T.A. nei nuovi compiti per essi previsti dai processi di innovazione in atto. Le iniziative di formazione potranno realizzarsi anche mediante la costituzione di reti di scuole al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse finanziarie disponibili.

La quota del 10% dell'intero ammontare della disponibilità complessiva destinata all'attività di formazione finalizzata alla sperimentazione viene assegnata ai Provveditori agli studi con obiettivi analoghi a quelli già indicati per la percentuale loro affidata in relazione al programma nazionale di sperimentazione. Tale quota potrà essere integrata con le economie derivanti dalla eventuale mancata presenza di azioni di formazione nell'ambito dei piani dell'offerta formativa presentati da alcune istituzioni scolastiche e/o da un utilizzo parziale delle risorse disponibili.

Sulla base della proposta tecnica dei Nuclei, e in particolare delle unità operanti al loro interno specificamente deputate all'attività di supporto alla formazione, i Provveditori agli studi promuoveranno iniziative e opportunità di formazione attraverso piani territoriali che attivino collaborazioni e intese con Università, Enti Locali, IRRSAE, Associazioni disciplinari e professionali, Centri di ricerca e formazione pubblici e privati, istituzioni scolastiche impegnate nei circuiti nazionali di innovazione, "scuole polo" attrezzate ecc.

Considerato che le disponibilità finanziarie assegnate per il programma nazionale di sperimentazione e per la connessa attività di formazione sono iscritte nel medesimo capitolo di spesa del bilancio della P.I. - in quanto tale formazione è direttamente funzionale al progetto sperimentale - le scuole potranno valutare la possibilità di variare in itinere, secondo le esigenze emerse dall'andamento della propria sperimentazione, l'entità dei due finanziamenti con compensazioni reciproche.

4. IL FINANZIAMENTO PER LE INIZIATIVE DI CUI AL D.P.R. 10 OTTOBRE 1996, N.567

Il finanziamento per le attività di cui al D.P.R. del 10 ottobre 1996, n. 567 - integrato e modificato dal D.P.R. 9 aprile 1999, n. 156 - ammonta complessivamente anche per quest'anno a 40 miliardi. Esso può essere utilizzato per qualunque spesa necessaria alla realizzazione di attività integrative e di iniziative complementari degli studenti, inclusi l'acquisto dei materiali e la retribuzione del personale della scuola. Con le risorse finanziarie destinate alle attività previste dal D.P.R. n.567/96, e successive modifiche, sono altresì coperti gli oneri derivanti dalla completa realizzazione di iniziative attuate all'esterno degli istituti, come deliberate dai competenti organi.
Prima del riparto del predetto finanziamento, è accantonato un miliardo per le attività, in favore dei profughi del Kosovo, che sono in corso di progettazione da parte delle consulte provinciali della Puglia.

Il piano di riparto della residua disponibilità di 39 miliardi è stato predisposto utilizzando - per i due terzi - il criterio della proporzionalità rispetto al numero degli alunni di ogni scuola secondaria superiore e - per un terzo - utilizzando un criterio correttivo. Tale criterio correttivo si fonda su un "indice di disagio" definito attraverso indicatori sintetici riferiti a dispersione scolastica, dispersione territoriale, tenore di vita e di cultura.
Sui fondi di cui sopra, è accantonata infine una quota non inferiore al 7%, utilizzabile dalle consulte provinciali degli studenti per esigenze connesse alla propria organizzazione, al proprio funzionamento, nonché all'attuazione delle iniziative deliberate. Ulteriori indicazioni in materia verranno fornite dall'Ufficio di Coordinamento per le politiche giovanili.

5. I PROGETTI SPECIALI

A integrazione delle iniziative programmate nell'ambito della libera progettualità delle scuole, l'Amministrazione centrale elabora e offre alle scuole stesse Progetti speciali indicati al punto 2 della Direttiva n. 180/99, come quelli volti alla formazione delle lingue comunitarie, con particolare riferimento alla seconda lingua nelle scuole medie, al potenziamento delle biblioteche scolastiche, alla valorizzazione della cultura musicale e scientifica, allo sviluppo dell'educazione motoria, fisica e sportiva (I anno del programma Perseus), nonché a ulteriori progetti speciali nazionali, supportandoli con finanziamenti specifici e finalizzati. Tali progetti vanno ovviamente assunti come parte integrante del piano dell'offerta formativa. Ciò vale anche per i progetti nazionali già avviati nei decorsi anni scolastici (Copernico, Qualità, ecc.). Successive specifiche indicazioni chiariranno sia i contenuti di tali progetti, sia le modalità di erogazione dei finanziamenti previsti per le scuole che vorranno aderirvi.

6. IL BILANCIO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

L'elaborazione e l'attuazione di un piano dell'offerta formativa, unitario e nello stesso tempo articolato, si avvarranno a regime delle flessibilità previste dalla nuova organizzazione del bilancio delle istituzioni scolastiche, che dovrà consentire lo svolgimento dell'attività delle scuole sulla base di una programmazione integrata sul piano didattico e su quello finanziario.
Si sottolinea quindi l'esigenza che, nella nuova impostazione di un organico piano dell'offerta formativa, la programmazione didattico-finanziaria delle scuole tenga conto in maniera coordinata di tutti i finanziamenti che, anche a titolo diverso, pervengono alle scuole stesse e che siano integrabili in una organizzazione unitaria della didattica (ad esempio finanziamenti per l'educazione alla salute, per gli Interventi Didattici Educativi Integrativi, per le attività aggiuntive retribuite sul fondo di istituto).
Nella fase attuale, anche per effetto di quanto già previsto dalla lettera circolare n. 27814 del 19 maggio 1998 e dalla C.M. n. 446 del 10 novembre 1998, le scuole potranno contabilizzare i finanziamenti per il 1999 provenienti dalla legge n. 440/97 nel capitolo 13 delle entrate e nel capitolo 15 delle uscite, in modo da permettere una gestione flessibile delle risorse disponibili.

Sul capitolo 15 potranno essere effettuate tutte le spese connesse alla sperimentazione di cui al D.M. n.179/99 inserite nell'ambito dello specifico piano di offerta formativa, ivi comprese quelle per le relative attività di formazione, quelle per i progetti speciali cui la scuola eventualmente aderisca e - nell'area dell'istruzione superiore - per i progetti previsti dal D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567.
Per le scuole operanti nella Regione Sicilia, i finanziamenti relativi alla sperimentazione dei piani dell'offerta formativa trovano iscrizione al Titolo I - Categoria III - Capitolo 11/1 della parte entrate, modificando la denominazione in "Finanziamenti del Ministero Pubblica Istruzione per la realizzazione di progetti e iniziative relativi all'autonomia scolastica" per tutti gli ordini e gradi di scuola e aggiungendo per l'area dell'istruzione secondaria superiore la dizione "e finanziamenti relativi al D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567".

Ciascuna istituzione scolastica riferirà pertanto ai capitoli 13 delle entrate e 15 delle uscite (per la Regione Sicilia valga la precisazione appena menzionata) tutte le operazioni contabili afferenti alla realizzazione delle attività di sperimentazione di un piano dell'offerta formativa, comprese fra le seguenti voci:
A.- Spese per il personale (tutte le componenti, compreso il personale A.T.A. dipendente da Enti Locali) e gli esperti esterni;
B.- Spese per studenti;
C.- Spese di funzionamento e gestione, ivi compreso l'acquisto di materiali;
D.- Convenzioni con enti esterni, associazioni, enti locali, istituzioni universitarie ecc.;
E.- Spese di progettazione, valutazione e documentazione delle iniziative;
F.- Spese per attività di formazione attinenti alla sperimentazione;
G.- Spese per la documentazione e la comunicazione. Le istituzioni scolastiche potranno utilizzare eventuali economie sul capitolo unico del programma nazionale di sperimentazione relative all'esercizio precedente, e confluite nell'avanzo di amministrazione, per la sperimentazione dei piani dell'offerta formativa nell'anno scolastico 1999-2000. Al termine dell'esercizio, eventuali economie confluiranno a loro volta nell'avanzo di amministrazione per essere riutilizzate nel successivo per le stesse finalità.

7. IL RUOLO DEI NUCLEI DI SUPPORTO

La Direttiva n. 766/97 e il D.M. n. 251/98 hanno previsto l'istituzione presso i Provveditorati dei Nuclei di supporto. L'Ufficio nazionale di Coordinamento per l'autonomia ha intrapreso un'azione volta a formare professionalità specifiche utili a trasformare in prospettiva tali Nuclei in veri e propri "centri di servizio", in coerenza peraltro con le finalità indicate sia nella direttiva generale sull'azione amministrativa n.105 del 16 aprile 1999, trasmessa con C.M. n. 108 del 19 aprile 1999, sia nella direttiva n.180 del 19 luglio 1999 e nel D.M. n.179 di pari data, che ha prorogato l'efficacia del D.M. n.251 del 29 maggio 1998.
Il nuovo tipo di finanziamento previsto per la presentazione dei piani dell'offerta formativa permette ai Nuclei di qualificare ulteriormente il proprio ruolo, valorizzandone i compiti di consulenza, di perequazione, di supporto alla progettazione e alla formazione, di monitoraggio, di documentazione e di socializzazione delle esperienze progettuali più significative. A tal scopo i coordinamenti nazionali per l'autonomia e per la formazione sosterranno la qualificazione e il ruolo dei nuclei attraverso specifiche azioni formative.
Il modello auspicato è quello di una struttura agile e flessibile capace di operare una regia nel territorio, mettendo in connessione le esigenze delle scuole e le risorse disponibili o attivabili. I Nuclei dovranno cioè operare non certo da diretti gestori dei processi innovativi - la cui competenza resta affidata alle scuole -, ma piuttosto da ricognitori delle diverse opportunità offerte in sede locale e da facilitatori delle possibili interconnessioni - anche in rete -, divenendo così sempre di più un punto di riferimento riconoscibile e riconosciuto.

I Nuclei, quale struttura tecnica dell'Amministrazione periferica, potranno consolidare - anche attraverso conferenze di servizio, convegni e iniziative di comunicazione - un tessuto di rapporti idoneo a garantire alle scuole la collaborazione e il contributo di Università, Enti Locali, IRRSAE, Associazioni disciplinari e professionali, Associazioni dei genitori, Consulte studentesche, Centri di ricerca e formazione pubblici e privati, istituzioni scolastiche impegnate nei circuiti nazionali di innovazione, scuole polo attrezzate ecc.
Si invitano i Provveditori a garantire il raccordo dei Nuclei con i diversi gruppi di lavoro costituiti presso gli uffici periferici, in modo da assicurare una effettiva logica di sistema tra il processo di innovazione e le azioni previste da specifici progetti nazionali (Progetto Qualità, Copernico, Educazione alla salute, Educazione degli adulti, Gruppi per l'insegnamento della lingua, Commissioni di studio per l'aggiornamento della didattica della storia, Consulte degli studenti, Gruppi Provinciali ed Interprovinciali per l'handicap, Gruppi di lavoro per l'aggiornamento ecc.). In proposito si favoriranno sia la diretta presenza nei Nuclei di rappresentanti di tali gruppi, sia momenti di confronto ricorrenti e programmati con essi, sollecitando una logica di integrazione.

Per tali attività coordinate dai Nuclei, i Provveditori potranno disporre - come richiamato ai punti 2 e 3 di questa lettera circolare - del 10 % della somma complessiva destinata all'attuazione del programma nazionale di sperimentazione e del 10 % della somma complessiva destinata alla relativa formazione. Allo scopo di favorire la circolazione di esperienze e soluzioni organizzative, sarà aperta sul sito del Ministero della P.I. una pagina di documentazione sulla attività dei Nuclei e sulle sedi e strutture di servizio attivate nelle diverse province.

8. LE INIZIATIVE DI MONITORAGGIO

L'attività di monitoraggio del programma nazionale di sperimentazione per il 1999/2000, esplicitamente prevista dalla Direttiva n. 180/99, assumerà un ruolo strategico, anche sulla base dell'articolata esperienza svolta durante l'a.s. 1998-1999. Il "patto di fiducia", che lo scorso anno si è instaurato tra Amministrazione e scuola nel finanziare "sulla parola" e senza autorizzazione la sperimentazione dei progetti, viene ora ulteriormente ribadito dal finanziamento assegnato per l'a.s. 1999-2000 a fronte della presentazione di un piano dell'offerta formativa.

L'obiettivo del monitoraggio per il 1999/2000 riguarderà pertanto una serie di iniziative - ricognizione, conoscenza sistematica, comparazione, raccolta delle esperienze più efficaci - relative al modo in cui le scuole si saranno attivate nella concreta sperimentazione del proprio piano dell'offerta formativa. Il monitoraggio sarà utile sia all'Amministrazione, sia alle scuole per:

- cogliere la dinamica dei processi in atto
- misurare comparativamente i processi attivati e le diverse soluzioni adottate
-
conoscere gli indicatori di qualità e i nodi problematici
- facilitare l'informazione sui processi attivati, segnalando le soluzioni didattiche più efficaci
- evidenziare le modalità organizzative più efficaci per la progettazione e la realizzazione del piano dell'offerta formativa.

Tra le finalità specifiche del monitoraggio per l'a.s. 1999/2000 assumeranno un'attenzione particolare le attività di sperimentazione connesse all'innalzamento dell'obbligo e quelle tese a rivisitare gli attuali programmi in termini di obiettivi formativi e di competenze degli alunni. Il monitoraggio, realizzato attraverso finanziamenti specifici, coinvolgerà:

a. - i Nuclei territoriali che, in collaborazione con la BDP, condurranno un'indagine sistematica sui piani dell'offerta formativa presentati per l'a.s. 1999-2000, iniziando anche a individuare le differenze significative, le aree di eccellenza e quelle di sofferenza;
b. - gli IRRSAE che, in collaborazione con la BDP, opereranno un monitoraggio a campione sulle effettive modalità di realizzazione dei piani dell'offerta formativa, per cogliere le ricadute concrete dei processi avviati.

Le attività di monitoraggio si svolgeranno attraverso strumenti di rilevazione concordati con i diversi soggetti interessati e attraverso il coinvolgimento diretto del corpo ispettivo tecnico.

IL MINISTRO F.to BERLINGUER

INDICE DELLA LETTERA CIRCOLARE N. 194/99

PREMESSA

1. IL PROGRAMMA NAZIONALE DI SPERIMENTAZIONE PER L'ANNO SCOLASTICO 1999-2000

2. IL FINANZIAMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE DEI PIANI DELL'OFFERTA FORMATIVA

3. IL FINANZIAMENTO DELLA FORMAZIONE FINALIZZATA ALLA SPERIMENTAZIONE

4. IL FINANZIAMENTO PER LE INIZIATIVE DI CUI AL D.P.R. 10.10.1996, N. 567

5. I PROGETTI SPECIALI

6. IL BILANCIO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

7. IL RUOLO DEI NUCLEI DI SUPPORTO

8. LE INIZIATIVE DI MONITORAGGIO

9. GLI ALLEGATI:

ALLEGATO 1: FINANZIAMENTI DEI PROGETTI NAZIONALI DI SPERIMENTAZIONE - A.F. 1999 - TABELLA DEI FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE E AI PROVVEDITORI AGLI STUDI

ALLEGATO 2: FINANZIAMENTI FORMAZIONE FINALIZZATA ALLA SPERIMENTAZIONE - A.F. 1999 - TABELLA DEI FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE E AI PROVVEDITORI AGLI STUDI

ALLEGATO 3: PIANO DI RIPARTO DI L. 39.000.000.000 PER LE INIZIATIVE DI CUI AL D.P.R. 10 OTTOBRE 1996, N.567, INTEGRATO E MODIFICATO DAL D.P.R. 9 APRILE 1999, N. 156